Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955) 

La lettura, 1904 

Olio su tela (cm 35,5 x 47)


Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955)

Figura di donna, 1922 

Olio su tela (cm 29 x 63)

Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955) 

Lontani pensieri, 1922 

Olio su tela (cm 100 x 73)


Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955) 

Livido inverno

Olio su tavola (cm 63 x 38,5)


Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955) 

Prime luci dell'alba

Olio su tavola (cm 22,5 x 12,5)

Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955) 

Meriggio partenopeo

Olio su tavola (cm 22,5 x 12,5)

Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955) 

Rimembranze, 1904 

Olio su tela (cm 45 x 35)

Angelo Brando (Maratea 1878 – Napoli 1955) 

Maddalena, 1907 

Olio su tela (cm 40 x 50)

Giacomo Di Chirico (Venosa 1844 – Napoli 1883) 

Scena campestre, 1874 

Acquerello su carta (cm 77 x 55)

Giulia Hoffmann Tedesco (Wurzburg 1843 - Monaco di Baviera 1936) 

Giovane madre, 1881 

Acquerello (cm 10,5 x 14,5)

Testo riportato sul retro dell'opera:

Giulia Hoffmann Tedesco (Wurzburg 1843 - Monaco di Baviera 1936) 

Giovane madre, 1881 

Acquerello  (cm 10,5 x 14,5) 

Il bozzetto, che qui dietro la Giulia Hoffmann-Tedesco volle disegnare, se per altri è solo un artistico complimento, per chi vi ritorna su e si sofferma sul concetto che racchiude, è ben altro che un semplice schizzo, sol notevole per la mano che il delineava. E' detto un augurio, che la donna artista fa gradire alla donzella nubile; è il voto che accenna al sublime ed esclusivo destino della donna. Tutt’i lirismi che la vena poetica sa prodigare all’indirizzo delle giovinette, tutti gli spasimi con che gli amanti si fanno strada al loro cuore, tutte le arti di cui si avvalgono per giungere a possederlo, i mezzi di ogni fatta ed i doni di ogni sorta co’ quali riescono a guadagnarsi il loro affetto, la gioia cui si abbandonano in celebrarne l’acquisto….tutt’insomma gli argomenti invocati ad assicurare la sincerità, la grandezza, la perennità, la costanza del loro amore, quando non si vogliano ritenere come mezzi strategici, pezzi da assedio o artiglierie da espugnare la rocca del pudore, cui natura affidò in custodia la purità del bel sesso, non son altro che poesia: non son altro cioè’ che fionde e fiori sparsi sul cammino, non altro che posticci archi trionfali da nozze lungo la via, che mena dalla casa, dond’esce sposa, alla casa dov’entra moglie l’adorata donzella. Non appena ne ha varcato la soglia, tutto è sparito.

Ne’ tempi antichi, a tutta lode di una donna maritata, si contava di lei, ch’era stata buona massaia, aveva filato il lino e la lana. In tutti i tempi e dovunque l’unica e vera lode della donna è l’aver dato al mondo figliuoli; il privilegio, ch’ella vanta a petto dell’uomo, è quello di averlo venduto padre; l’unico e supremo titolo della sua benemerenza su tutta quanta la umanità è la coscienza nei viventi di essere ciascuno il figlio della madre sua.

 

27 febbraio 1881

Abate Antonio Racioppi

Carmela Infante 

Ritratto di Domenico Aiello, 2011 

Olio su tela  (cm 50 x 60)


Vincenzo Marinelli (San Martino D’Agri 1819 – Napoli 1892) 

Haydèe, figlia del Pascià di Giannina, 1844 

Olio su tavola  (cm 21,5 x 32,5)
Vincenzo Marinelli (San Martino D’Agri 1819 – Napoli 1892) 

Donna araba, 1887 

Olio su tavola  (cm 31,7 x 18)
Andrea Petroni (Venosa 1863 – Roma 1943) 

Corsa di bimbi al tramonto, 1909 

Olio su tela (cm 35 x 50)


Michele Tedesco (Moliterno 1834 – Napoli 1917) 

Veduta del Vesuvio da San Giuseppe Vesuviano, 1854 - 1858 

Olio su tavola (cm 13 x 37)
Michele Tedesco (Moliterno 1834 – Napoli 1917) 

La morte del cardellino. L'enigma, 1872 

Olio su tavola (cm 22 x 40)

Piero Tozzi (Ruvo del Monte 1883 – Firenze 1961) 

Dolore e dignità   

Olio su tela (cm 53 x 42,5)