85 poesie su Rivello

PREFAZIONE

 

Non è una bella parola prosopopèa. Ai profani suggerisce un'idea di superbia, di vanitosa arroganza, ma per gli studiosi è invece una figura retorica con la quale si personifica qualcosa di inanimato o si porta sulla scena, restituendole vita, una persona defunta. Nella prima accezione del termine, la prosopopèa è la figura chiave della poesia di Novella Capoluongo Pinto in questo libro, che è - come si evince dal titolo - prima di tutto un libro su Rivello, anzi è un intenso dialogo col paese, cui la poetessa si rivolge con quel tu confidenziale, presente in gran parte delle liriche.

Rivello è, infatti, una persona vivente, dirò di più: è la persona amata, il polo di una relazione che l'autrice intesse con una dedizione che si prolunga nel tempo e diviene sempre più intima e profonda, dalla giovanile, passionale scoperta, all'affetto maturato attraverso gli anni, conscio anche dei difetti, della stanchezza, delle rughe della persona amata, ma divenuto ormai simbiosi, un legame inscindibile che segna per sempre l'esistenza.

Figlia di un rivellese, Novella Capoluongo vive da sempre a Potenza, ma, come tanti potentini, ha nel proprio retroterra esistenziale il paese paterno, il luogo dove da bambini si ritorna periodicamente. Nel suo caso è il luogo che poi, da adulti, si sceglie e si continua a frequentare, dove si mette su anche una casa, la dimora del tempo liberato, da dedicare a se stessi, alle memorie, agli affetti più profondi. Il luogo delle radici che non si intendono recidere.

I suoi versi, quindi, toccano temi, situazioni, sentimenti ben radicati in un contesto preciso, molto lucani, ma al tempo stesso parlano un linguaggio universale e scavano in modo originale e personale nei grandi temi della poesia: poesia degli affetti nel senso più pieno del termine e, modernamente, poesia della memoria, del rapporto città-paese, modernità-tradizione. Poesia degli affetti, degli affetti familiari in primis.

Nel libro, dedicato ai genitori, è presente l'intera famiglia dell'autrice, la madre, i figli, il marito soprattutto; ma la presenza che pervade l'opera e vi acquista una indiscussa centralità è quella del padre.