Venerdì 04 Gennaio 2013

L'emigrazione raccontata dal regista Franco Brogi Taviani

In occasione del previsto  evento  (unica data in Basilicata) della proiezione del film-documentario “Italiani all’Opera” del regista Franco Brogi Taviani (Italia 2009, 90’) dedicato all’emigrazione degli italiani in Argentina che si è tenuto presso il Cine Teatro Pino con inizio alle ore 17,00 il Maestro ha avuto modo di visitare la Casa Museo Domenico Aiello.

Lo stesso è rimasto entusiasta dell’iniziativa di come una tipica abitazione lucana sia stata trasformata in luogo di cultura, semplicemente per volontà di un figlio che per amore nei riguardi del padre scomparso ha voluto dedicargli l’istituzione della Casa Museo, tanto che lo stesso regista romano ha espresso l’intenzione di voler realizzare un documentario sulla figura di Domenico Aiello e la conseguente istituzione della Casa Museo.

 

L’iniziativa è stata promossa dall’Amministrazione comunale di Moliterno e dalla Fondazione “Leonardo Sinisgalli” di Montemurro, con il contributo della Pro Loco Campus di Moliterno e la Casa Museo Domenico Aiello.

 

Italiani all'Opera”, già presentato a Torino, a Roma e ora anche in Basilicata, è un film-documentario che ci accompagna nelle storie degli italiani in Argentina, dalle prime emigrazioni dell'Ottocento fino ad oggi. Il film di Brogi Taviani segue un giovane cantante lirico che giunge in Argentina, e che per mantenersi durante la sua permanenza, concorrerà a provini per i teatri locali, accetterà degli ingaggi per cantare in concerti privati, entrando in  contatto con la ricca borghesia del luogo. Attraverso il suo peregrinare sulle onde della musica lirica, il protagonista entrerà in contatto con tutto un mondo di italiani o di discendenti di italiani scoprendo le realtà più diverse: storie di grandi successi, grandi imprese e storie di lotta per la sopravvivenza dei più umili e meno fortunati.

 

 

Franco Brogi Taviani esordisce negli Anni '60 come regista teatrale e con una sua compagnia di prosa gira l'Italia per alcune stagioni rappresentando Sartre, Pirandello e Brecht. Oltre ai suoi film per la tv e per il cinema, presentati in numerosi festival nazionali e internazionali, ha scritto sceneggiature per la Rai e per la televisione tedesca. Come documentarista ha al suo attivo più di cinquanta titoli, molti dei quali hanno vinto premi nelle manifestazioni specializzate. Lavora anche, come regista pubblicitario, in Gran Bretagna, Grecia, Germania e Brasile. Tra i numerosi premi del settore, ha ricevuto anche un Leone d'argento. Opere come “Forse Dio è malato” (2008), “Modì” (1988), “Masoch” (1980) hanno riscosso cospicui consensi da parte della critica.