LEONARDO SINISGALLI

Montemurro (PZ) 09 Marzo 1908 - Roma 31 Gennaio 1981

Nacque a Montemurro (PZ) il 9 Marzo 1908. A Montemurro, in una Lucania ancora arcaica, trascorse l’infanzia cui restò legato come ad un tempo mitico di inesauribili esperienze. Il padre emigrò per l’America quando egli aveva tre anni, ma ugualmente un reticolo protettivo di affetti fece di quegli anni un tempo memorabile. A nove anni il distacco della famiglia e dal paese: con le “tasche piene di confetti” e il cuore gonfio di amarezza parte alla volta del collegio di Caserta, per compiervi gli studi medi. Successivamente, dal 1922 si trasferisce presso il collegio dei Fratelli delle scuole Cristiane (De La Salle) di Benevento per frequentare l’istituto tecnico di quella città.

Si distingue per tutto il corso di studi, conseguendo brillantemente la licenza nel 1925. A casa per le vacanze, in una stanza appartata, comincia a scrivere, combattuto dalla mutevolezza di interessi e di umori, tra magia del numero e magia della parola e della poesia.

Si iscrive quello stesso anno alla facoltà di matematica di Roma. Durante gli anni universitari viene invitato da Fermi ad entrare nel gruppo di ricercatori di fisica atomica, ma, pur attratto dalle meraviglie della scienza pura, ne viene distolto dalla vocazione letteraria. Uomo d’infinite curiosità entra contemporaneamente in rapporto con gli ambienti letterari ed artistici della città; si lega di amicizia col poeta Libero de Libero e col pittore Scipione, incontra Ungaretti. Consegue nel 1932 la laurea in ingegneria elettrotecnica e industriale e si trasferisce a Milano, dove mette a frutto la duplice competenza scientifica e letteraria. Collabora a giornali e riviste, scrive “Quaderno di geometria” e molte delle 18 poesie stampate a Milano nel 1936, citate da Ungaretti sulla “Gazzetta del popolo”. Due anni dopo pubblica “Campi Elisi” accolti da consensi di critica. Versatile ai più disparati campi della cultura s’interessa di architettura, di tecnica, scienza, arte.

Non senza iniziali difficoltà s’inserisce nell’attività pubblicitaria di importanti complessi industriali. Dirige l’ufficio tecnico di pubblicità della Olivetti fino a che, richiamato alle armi durante la seconda guerra mondiale è destinato in Sardegna e quindi a Roma presso lo Stato Maggiore dell’esercito, nell’ufficio propaganda. Nel dopoguerra è consulente della Pirelli a Milano e poi della Finmeccanica a Roma; esperto dell’ENI, chiamato da Mattei, poi dall’Alitalia. Meritano menzione anche la realizzazione di cortometraggi scientifici e l’ideazione della rivista “Civiltà delle macchine” che diresse per cinque anni, dal 1953, per conto della Finmeccanica.

I suoi interessi che spaziano tra le due culture, l’umanistica e la scientifica, si riflettono nella vasta produzione di prosa e di poesia: nelle prose del filone scientifico come Quaderno di geometria, Furor mathematicus, Horror vacui, dal controllato sistema espressivo; nelle prose “di memoria e d’invenzione” (Fiori pari, fiori dispari, Belliboschi) in cui moduli espressivi, d’indimenticabile freschezza, si orientano verso la mitizzazione del mondo familiare e del paese di origine, luogo d’elezione della poesia del Sinisgalli.

Critico d’arte, di lettere e di pittura ha a sua volta dipinto, disegnato e inciso.

Scomparso a Roma il 31 Gennaio 1981 è stato sepolto a Montemurro come aveva desiderato.